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admin Cono d'Ombra
04/08/2007 16.30
Questo è un
punto di vista, il nostro, dei nostri referenti a livello federale, che
sviluppano questa ossessione per la cura del passaggio, cercando in tal modo di
ridurre, in virtù della tecnica, il gap prestativo che ci divide da tanta parte
del mondo.
Ora questo è un legttimo convincimento, anche se a volte questo
aspetto, contrasta leggermente con la vera e profonda vocazione
dell'atletica.
Ma tant'è.
Ora risulterà del tutto ovvio che il discorso
deve procedere, visto le premesse da cui si è partiti nella maniera che
segue.
E' opportuno che la nostra abilità nel consentire al testimone di
passare di mano ad elevata intensità risulti affinata in maniera così precisa da
risulatare un elemnto che possa ribaltare lo sfavore della somma prestativa
delle singole frazioni nel contesto planetario che ci proporrà fra poco il
palcoscenico d'oriente.
Ma se accadesse la mostruosità che queta idea,
complessa ma coerente, smentisse se stessa nella maniera che segue?
Un gruppo
di ragazzi viene coinvolto nella costruzuine di un team affiatato e
motivato.
Gli stessi vengono inviatati a provare il passaggio del testimone,
sviluppano quella sensibilità, condividono una parte importante del loro tempo,
cominciano a diventare abili.
Il progetto inizia ad avere una sua
consistenza, una sua ragion d'essere, che sta proprio nella affidabilità, nella
spigliateza, nella disinvoltura del momento topico del cambio.
Sopperiamo con
la precisione al divario con un mondo che corre di più.
Ma se accadesse una
bestialità del tipo:
il quartetto, il suo essersi affiatato, amalgamato, il
suo aver sviluppato e consolidato una tecnica apprezzabile e per questo
vantaggiosa, venisse in sede iridata leggermente cambiato, per uno o due
elementi, se uno di questi elementi ponendosi nel cuore della staffetta, dovesse
determinare l'inutilità delle numerose prove per due cambi su tre, allora noi
potremmo affidarci solo alla speranza che un eventuale cambio dell'ultima ora
possa produrre un risulato di eccellenza, se così non fosse non avremmo scusanti
per spiegare un tale assassinio della logica.
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