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ROAD TO BERLIN
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Location: Blogs Cono d'Ombra |
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| Posted by: admin Cono d'Ombra |
02/04/2009 13.28 |
ROAD TO BERLINI Campionati continentali dell'Oval sono per noi già un ricordo, siamo proiettati alla stagione che più conta, quella che avrà il suo centro nei Mondiali di Berlino. Dobbiamo cercare un ulteriore salto di qualità per poterci confrontare sul palcoscenico mondiale della velocità, senza recitare quel ruolo da comparsa troppo nel quale sono stati relegate da sempre i nostri sprinters salvo eccezioni rarissime. La preparazione delle indoor ha funzionato abbastanza bene, si è lavorato nel tentativo di fornire all'atleta una continuità prestativa di livello che era mancata nel passato recente. Il percorso agonistico è stato soddisfacente, 10 competizioni, due solo sconfitte sempre e solo patite da Dwain Chambers, un record italiano eguagliato (grande rammarico) e una medaglia d'argento. Sappiamo che quella condizione non basterà ad emergere a livello planetario, ma sappiamo altresì che un piccolo progresso potrà consentire al ragazzo di stazionare fra quelli che potranno arrivare al terzo turno dello sprint di Berlino. L'obiettivo è dichiarato. Nel complesso l'Europeo ha costituito una prova di grande salute per il nostro movimento della velocità, prestazioni di significato sono arrivate da ragazzi ancora giovani, c'è spazio e stoffa per costruire, ci auguriamo in maniera differente dalle sciagurate impostazioni radicali e massimaliste che hanno falcidiato varie generazioni di velocisti italici.
La comicità del momento sta precisamente nel fatto che la stessa compagnia, rinnovata ed stesa, che gestendo direttamente o più spesso indirettamente il settore ha così poco fatto brillare le nostre frecce, sia oggi mutati mutandis, quella che più accesamente critichi lo status quo, proponedndo ipotesi suggestive di rinnovamento, pensando di costituire il nuovo con le vecchie ricette, tentando maldestramente e scopertamente di arrabattarsi per allinearsi a nuove enunciazioni sulla materia. Poi però vediamo che il legame alla cultura del testing permane con tutta la sua forza vediamo che l'approccio da primi della classe rimane intatto con a corollario una certa qual suscettibilità da lesa maestà. Questo del resto non stupisce affatto e guardiamo a tali fenomeni con un sorriso bonario e un po' rassegnato. Peraltro dobbiamo pur dire che in questi mesi abbiamo avuto l'opportunità di osservare il training di giovani allenatori espletarsi sui campi della nostra zona. Ciò che abbiamo potuto osservare non può non preoccuparci per la sorte spesso segnata dei ragazzi, per quelle che saranno aspettative che andranno deluse nella maggior parte dei casi. L'attività quando voglia aspirare a maggiore qualificazione necessità di un progetto strutturato nel tempo, di accorgimenti ad personam, di esperienza, di quel misto fra intuito e competenza che possano consentire di raccogliere quanto più sia possibile. Le armate Brancaleone devono qualificarsi, la somma aritmetica non aggiunge qualità ma spesso è un elemento di confusione che poco ha a che fare con strutturazioni tecniche più evolute. Ci si scuserà per il pessimismo che mostriamo per l'attività sul territorio e immaginiamo in altre zone, ma alla fine il conto lo pagano gli atleti, i talenti , i giovani, cui diciamo di rendersi conto che se non si induce il miglioramento in età giovanile è opportuno cambiare per non morire! |
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