Search  
Archivio notizie Minimize

Novità Minimize
NOVITA': Aperta nuova pagina dei link utili
Proposta sintetica alternativa di un sistema di allenamento: Documento PDF e Discussione sul forum
Alimentazione pro-zona: Discussione sul forum

_ Minimize
Location: BlogsCono d'Ombra    
Posted by: admin Cono d'Ombra 19/03/2009 14.00
SILVER SURFER!
Fabio_medaglia.jpgE alla fine la medaglia arrivò.
L'ambizione segreta e celata per oltre un anno ora può essere svelata senza più timori, al termine di una quindicina in cui siamo passati dal rischio esclusione al podio europeo.
Tutto quanto concerne la preparazione di Fabio in questi ultimi mesi è filato via liscio, senza problemi. Sembrava quasi troppo bello per essere vero ma le prime gare internazionali ci hanno subito dato conforto e confermato che, effettivamente, la strada per tentare l'impresa era stata ben tracciata. Certo, nulla di garantito: l'acuto di un risultato di questo livello è sempre sottoposto a un turbinio di fattori che difficilmente possono essere controllati, ma a quel punto potevamo dire che tutto quello che si poteva fare l'avevamo fatto in maniera soddisfacente. E' stata la capacità di Fabio nel gestire la situazione agonistica, la sua bravura nell'aver fatto tesoro dell'esperienza recente dei Campionati Italiani, oltre che ovviamente le sue doti di atleta, ad avere permesso di riportare un Azzurro su quel podio che non veniva scalato da un italiano da 19 anni (l'ultimo fu Pierfrancesco Pavoni nel 1990 a Glasgow, anch'egli argento dietro un inglese, tale Linford Christie).
Siamo felici per Fabio che ci ha sempre creduto e per avere vissuto con lui questa magnifica esperienza che, in ogni caso, vediamo come un punto di arrivo che però segna una nuova partenza, verso obiettivi che devono giocoforza essere più ambiziosi di questo. Non ci si ferma mai.

Dal punto di vista tecnico possiamo dire che la condizione era eccellente ma forse in lievissimo calo rispetto ai Campionati Italiani. Inoltre l'accelerazione è stata molto buona ma non ottima, forse perché le uscite dai blocchi sono sempre state piuttosto accorte e, soprattutto, ogni volta che si è corso una prova maschile, la si è corsa con la spada di Damocle della squalifica. Facciamo notare infatti come in ciascuna delle cinque batterie,  due semifinali e una finale maschile ci sia sempre stata una partenza falsa di qualcuno: 8 prove, 16 volte sui blocchi.
Fortunatamente non ci risultano squalificati ma questo dato mostra come almeno i velocisti uomini vivano le partenze sempre sul filo della falsa. Di queste 8 partenze false, una è stata di Fabio, quella della semifinale in cui al primo start ha reagito con un RT di 0.097: un attimo ancora e chissà cosa sarebbe uscito da quella prova.
La cosa forse più interessante da notare è che il suo secondo posto Fabio lo ha costruito soprattutto nella fase lanciata, mentre nei primi 30 metri della finale non è affatto stato dirompente come le sue caratteristiche potevano permettergli. Il suo lanciato aveva comunque già mostrato netti miglioramenti nelle uscite precedenti e in finale è stata la chiave di volta della medaglia. Abbiamo notato inoltre (non solo agli Europei ma anche nelle precedenti competizioni) come la sua ritmica vari fra i turni, facendo registrare un lieve calo delle ampiezze fra le eliminatorie e le finali. Indagheremo a dovere su questa osservazione che potrebbe essere dovuta a un residuo di pressione quando corre con una posta più alta in palio e/o al condizionamento indotto dalla vicinanza di avversari più qualificati.

Desideriamo esternare due menzioni. La prima è doveroso rivolgerla a Emanuele Di Gregorio, autore di un incredibile Europeo che l'ha visto proiettarsi in una dimensione tecnica straordinaria. La sua impresa è stata tanto grandiosa quanto, lo ammettiamo, inaspettata. Siamo contenti per lui che ha lavorato alacremente, a testa bassa, senza proclami, riemergendo da ripetuti infortuni e cogliendo un risultato storico.
La seconda menzione è per l'intero settore velocità Azzurro che a questi Europei a trovato nuovo smalto, portando a casa quattro medaglie di tutti i colori possibili e piazzando in finale sette dei suoi nove rappresentanti schierati a Torino. Certo, stiamo parlando di un contesto continentale, per giunta al coperto, e quindi ben distante dai palcoscenici mondiali, ma serviva comunque un punto di partenza e questo ci pare ottimo.

Concludiamo con una osservazione: la medaglia d'argento agli Europei Indoor e il 6"55 ottenuti da Fabio sono gli stessi identici risultati centrati da Pierfrancesco Pavoni nel 1990. Questo per dire che, dopo tante sofferenze, il vertice dello sprint italiano è tornato ai livelli di 19 anni fa. E' vero che quello di oggi è un vertice sicuramente più ampio avendo tre sprinter in attività con PB da 6"55/6"56 e altri che sono poco sopra i 6"60, però è chiaro, e non lo dimentichiamo, che la strada da fare è ancora tanta per dare un reale valore internazionale alle nostre frecce Azzurre.
Permalink |  Trackback

Comments (1)  
complimenti    By breitner on 19/03/2009 23.52
complimenti all'atleta e all'allenatore!


staffetta_piccola.jpg
Inizia l'avventura sul Web del Cono d'Ombra Athletic Workgroup, nella speranza di coinvolgere quanti, animati dalla nostra stessa passione e volontà di mettere continuamente in discussione le proprie idee, avranno voglia di confrontarsi in un dibattito aperto.


 Leggi...


Home:Chi siamo:Il team:Foto e Video:Blogs:Forum tecnici:Link utili:Materiale Tecnico:Palmares Cono
Copyright (c) 2000-2007 by Associazione Culturale Cono d'Ombra Terms Of Use Privacy Statement