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PATATRAC
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Location: Blogs Cono d'Ombra |
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| Posted by: admin Cono d'Ombra |
23/02/2009 15.36 |
Definirla una doccia gelata sarebbe riduttivo: è più come essere passati da un bagno turco in mezzo al Sahara a un tuffo fra i ghiacci del circolo polare artico... In questo momento ci torna difficile definire quello che proviamo, presi fra la soddisfazione del fantastico risultato cronometrico della semifinale (nonostante una prova non pulitissima) e l'immensa delusione della finale. Ma quando si commette un errore così evidente in un contesto in cui tutto poteva essere tenuto sotto controllo senza particolari sforzi, è sempre il rammarico a prevalere. Onore dunque a Simone Collio per il titolo italiano, perché Fabio ha sbagliato a non saper gestire una situazione in cui gli sarebbe bastata una prova "normale", un po' di calma in più (nonostante la tripla partenza) per chiudere ogni discorso, per mettere il sigillo a una condizione da favola che aveva palesato in maniera cosi prepotente poche ore prima e rendere inapplicabile qualsiasi polemica. Paradossalmente, in una giornata in cui erano sempre stati altri a partire in falsa alla prima mentre lui si era sempre mantenuto saldo sui blocchi, ha ceduto all'impazienza nel momento meno opportuno.
Ora ci troviamo in una situazione in cui la regola era stata chiarita prima e quindi chi prenderà la decisione definitiva dovrà valutare se questa norma possa essere rivista alla luce della prestazione della semifinale e di una condizione atletica che potrebbe essere da medaglia nella rassegna continentale. Da parte nostra non ci sentiamo di poter accampare alcun diritto: ci rimettiamo pertanto alle valutazioni del settore tecnico della Federazione e accetteremo di buon grado la loro decisione, qualunque essa sia. Resta il fatto che sarà necessario affrontare la questione con estrema serità affinché non si ripetano più casi analoghi perché le occasioni che passano vanno colte al volo: la preparazione di questi ultimi mesi è andata esattamente come previsto, l'obiettivo era un attacco al podio europeo e per quello che ha mostrato Fabio in queste tre settimane di gare possiamo dire che ci siamo, tenendo conto che è stato capace di vincere entrambe le gare internazionali a cui ha partecipato, cosa forse più importante dei riscontri cronometrici. Che si faccia tesoro di questa esperienza e attendiamo le decisioni della Federazione in merito.
La vicenda di Fabio ha ovviamente catalizzato tutta l'attenzione su di lui, ma a Torino erano presenti anche altri atleti del Cono d'Ombra. Cominciamo da Cristina Grange che si è confermata ancora una volta una delle migliori interpreti italiane degli 800 metri con un quarto posto conquistato con grande caparbietà che va a bissare quello ottenuto l'anno scorso a Genova e a dare ulteriore lustro al bronzo conquistato in estate a Cagliari. In finale sui 60 metri donne è approdata Rita De Cesaris che però non è riuscita ad esprimersi sui suoi standard ma è comunque stata brava a inserirsi in un lotto di velociste proprio nell'anno in cui il livello complessivo si è alzato notevolmente. Sui 60 metri uomini c'era anche Gualtiero Bertolone che è passato in semifinale dove ha concluso il suo campionato con il tempo di 6"91.
Facciamo anche un passo indietro e diciamo due parole sui Campionati Italiani Giovanili andati in scena ad Ancona la settimana scorsa. Il risultato migliore l'ha centrato il pesista Jonathan Pagani che è salito sul podio delle Promesse con un lancio da 15,36m che gli è valso il bronzo. Un po' di rammarico perché il 15,88m che aveva ottenuto solo cinque giorni prima gli avrebbe dato il titolo. Lo aspettiamo adesso per una grande stagione all'aperto dopo essersi ricostruito atleticamente quando soltanto pochi mesi fa era arrivato a un passo dall'abbandono.
Senza infamia e senza lode le due velociste Greta Malaspina e Giulia Cibrario, una allieva e l'altra promessa, che hanno patito l'emozione dell'esordio a un Campionato Italiano: anche loro faranno tesoro di questa esperienza per il futuro.
FOTO: Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL |
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