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LE REGOLE DEL GIOCO
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Location: Blogs Cono d'Ombra |
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| Posted by: admin Cono d'Ombra |
12/11/2008 22.43 |
LE REGOLE DEL GIOCO Siamo appena tornati da Formia, dove è andato in scena un raduno del settore velocità. E' questo un momento estremamente delicato per gli equilibri che la politica dovrà trovare e per i riflessi che gli stessi avranno sul settore tecnico. Immaginiamo che il nostro settore potrebbe subire dei cambiamenti in luogo dei responsabili tecnici. La Velocità esce da un anno che ha prodotto un innalzamento del livello medio estremamente significativo: molti ragazze e ragazzi si sono espressi su livelli prestativi di un certo significato, le medie fra le prime dieci prestazioni in graduatoria sono tra le migliori della nostra storia. Un primato italiano della staffetta veloce al femminile, quello dei 400 donne, una grande prestazione nei 400 uomini. Purtroppo la staffetta maschile che polarizza spesso la gran parte delle attenzioni, non è riuscita a chiudere il cerchio, centrando in Cina quel che si sarebbe potuto pensare visti gli accrediti dei ragazzi azzurri. Ma, come spesso accade, le contro-prestazioni risultano molto più evidenti dei buoni risultati, forse anche perché i critici ne approfittano, spesso irrazionalmente, per evidenziare le mancanze facendo dimenticare le cose buone ottenuto solo pochi mesi prima.
Paradossalmente la Velocità è stata criticata perchè era presente, perchè ha avuto la forza di qualificare se stessa, mentre altri settori sono stati meno criticati (o non lo sono stati affatto) semplicemente perchè assenti, o assenti nella maggior parte: pensiamo alle prove multiple, al mezzofondo, agli ostacoli, o al disastro dei salti in estensione. Tutti settori con risultati in chiave azzurra paragonabili a quelli dei nostri velocisti ma non altrettanto finiti nell’occhio del ciclone. Vorremmo inoltre sottolineare, a onor del vero, che il settore della Velocità, ha a che fare con espressioni qualitative assolute che, almeno attualmente, sono imparagonabili con le medie prestative di altri ambiti. Confrontando, per esempio, il livello decisamente basso della gara maschile di salto in lungo e i tanti crono sotto i 10 secondi nei 100 metri che la pista di Pechino ha prodotto con generosità, si evidenzia una disparità fra i livelli contestuali che rende improponibile un paragone diretto: a differenza di molte altre discipline della nostra amata Atletica Leggera, la Velocità mondiale ha un livello di vertice in costante progresso, un livello che ci sta sfuggendo, che si allontana sempre più senza che noi ci si smuova da record nazionali vecchi di decenni.
Detto questo, è chiaro che la controprestazione delle nostre staffette, in un settore sempre sotto la lente di ingrandimento, determini la necessità di un intervento. Ma fintanto che non si prenderà coscienza delle varie situazioni che hanno creato scontri, imbarazzi, incertezze e iniquità, questo intervento difficilmente avrà carattere risolutivo. Le imminenti elezioni Federali, con il probabile conseguente rinnovo delle cariche tecniche, costituiscono un elemento che apre la possibilità di voltare pagina. Non sappiamo se ci sarà la volontà e il “coraggio” di dare una sterzata alla situazione, di azzerare i conti per ripartire da zero, senza rinieghi ma con la consapevolezza che se per diversi lustri sono mancati i risultati, una revisione del metodo appare inevitabile.
L’auspicio è di voltare pagina nell'anno in cui la velocità ha prodotto a livello di prestazioni medie del movimento la migliore qualità, ma è opportuno che il futuro lo si imposti partendo dalle regole. Il raduno, per esempio, deve diventare un momento di studio e di approfondimento. E’ necessario che i responsabili di settore che verranno indicati non solo abbiano avuto esperienza di campo, ma la abbiano nel periodo in cui si svolga l'incarico federale. E’ necessario stare sul campo quotidianamente per sviluppare quelle sensibilità, quelle attenzioni che sono condizione necessaria al dispiegamento pieno e consapevole di un ruolo di guida tecnica. Sarà necessario parlare ai ragazzi e spiegare loro che un raduno è un momento di comunanza di esperienze importante, che la chiamata in nazionale va onorata, che il periodo di permanenza deve essere vissuto con partecipazione e serietà, che non sarà possibile accettare (a meno di gravi questioni personali) una decurtazione del soggiorno, operazione troppo spesso andata in scena. Ci vorranno anche delle regole che abbiano a che fare con le controverse scelte tecniche: in altre parole, sarà necessario porre in maniera chiara alcuni criteri filtro attraverso i quali si determineranno le selezioni per gli eventi istituzionali. E’ chiaro che questo è un affare complesso che andrà studiato con grande minuziosità, cercando di arrivare a regole condivise che limitino anche un po’ l'elemento di arbitrarietà discrezionale che tanti contrasti hanno generato. Il settore tecnico deve tornare ad occuparsi dell’approfondimento, deve avere la forza per entrare nel merito delle questioni, l'appeal per tentare anche una persuasione sui tecnici personali. In breve, deve occuparsi, con cortese fermezza, del cosa e del come, evitando di proporre le solite quattro cose.
Forse qualcosa che abbia a che vedere con ipotesi di approfondimento, con l'idea che i tecnici debbano confrontarsi con tabelle alla mano, con quel confronto nel cuore dei problemi, forse una parabola di questa natura è già cominciata. |
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