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admin Cono d'Ombra
13/08/2007 12.57
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Assunto, logicamente poco volentieri, il 10"29 di Fabio che lo lascia per la seconda volta a un solo centesimo dal minimo B, esprimiamo comunque soddisfazione per il rendimento costante su ottimi livelli del nostro giovane velocista.
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Detto questo, i contraddittori emersi in Germania dal confronto fra le prove individuali, tutto sommato di buona fattura (almeno per Cerutti e La Mastra) e il complessivo della staffetta, debbono certamente essere oggetto di riflessione.
E' chiaro che tutto può succedere quando si scende in pista in una staffetta veloce e sappiamo quanto possa pesare a livello cronometrico una piccola imperfezione o una prova leggermente sottotono anche di uno solo dei quattro frazionisti. Aggiungiamo pure, poi, il dichiarato (e sicuramente tale) ostruzionismo di uno dei frazionisti tedeschi ai danni di Fabio ma, in ogni caso, la qualsivoglia conclusione che si possa trarre dalla prova del quartetto schierato in terra tedesca è, a nostro parere, priva di consistenza a priori. E spieghiamo perché.
Non vogliamo scendere nel merito delle scelte sui componenti il sestetto iridato per quanto siamo a conoscenza delle polemiche in corso, che pure hanno le loro ragioni in essere. Non vogliamo in primis perché non ci riguardano da vicino, né è più tempo per far sì che cambino la situazione. Questo, ovviamente, non significa che non abbiamo una nostra opinione in merito.
Partiamo, però, dai fatti inerenti i sei convocati e proviamo a valutare la consistenza e l'utilità in chiave iridata della prova agonistica di ieri. Anzitutto gli elementi a disposizione erano cinque e non sei, in quanto il miglior sprinter italiano del momento è stato autorizzato a lavorare indipendentemente per la prova individuale. Si è quindi trattato di escluderne uno ed è toccato a Checcucci. Il nostro pensiero è che non sia possibile, dall'esterno (e quindi anche per noi), giudicare la bontà di questa scelta. In effetti c'era da valutare lo stato di forma di Riparelli che non ha gareggiato negli ultimi mesi a causa di un infortunio e quindi solo chi lo ha visto in allenamento in questi ultimi giorni poteva saggiarne le condizioni. Assumiamo dunque la buona fede della scelta di inserirlo come titolare, non potendolo obiettivamente confrontare con chi è stato escluso. Sugli altri poco da dire: solo due ore prima Cerutti e La Mastra avevano dato buoni segnali nella prova individuale e su Kaba Fantoni certamente c'era, sulla carta, una maggiore garanzia che l'ultima frazione potesse essere terreno fertile per lui.
Detto questo, si possono fare, invece, delle valutazioni di tipo diverso. Per esempio, si può considerare un caso la prova opaca in curva del primo frazionista che, almeno visivamente, non è stata in linea con il riscontro dei 100 individuali corsi poco prima? Oppure si era già potuto rilevare durante le prove di questi giorni che la sua efficienza in curva era inferiore al rettilineo? In definitiva, si poteva pensare a una diversa distribuzione dei componenti nelle quattro frazioni? Per esempio, spostare Fabio in prima frazione e sfruttare le sue capacità di accelerazione?
Passando poi a un'analisi più correlata a quanto visto in pista, oltre alla già citata prima frazione che ci ha visto subito in difficoltà anche rispetto alla Svizzera che era davanti a noi, si possono rilevare un primo cambio accettabile, un secondo cambio apparso schiacciato ma non giudicabile per via del disturbo esterno e un terzo cambio assolutamente insufficiente in cui Kaba è apparso tardivo nell'avvio. Pare dunque che il lavoro svolto a Formia per il momento non abbia ancora consolidato quel fondamentale della staffetta che è il passaggio del testimone.
Terminate queste riflessioni ci è però sovvenuto quello che probabilmente è il vero problema di fondo: in ogni caso, questa non sarà la staffetta iridata...
Vuoi per l'ombra di Howe, candidato alla quarta frazione, vuoi per l'assenza del miglior sprinter italiano del momento, ma comunque questa non sarà sicuramente la formazione che rappresenterà l'Italia a Osaka (a meno di eventi imprevisti, ovviamente).
Ecco quindi che emerge la relativa utilità non solo della prova in gara, ma di gran parte del lavoro svolto negli ultimi dieci giorni a Formia, con il miglior sprinter italiano del momento che è stato a disposizione per le prove dei cambi, giustificatamente, soltanto due dei dieci giorni di raduno. Considerando che la sua collocazione dovrebbe essere in seconda frazione, stiamo parlando di due cambi su tre poco collaudati in vista dei mondiali.
Per inciso: il Cono d'Ombra auspica che la staffetta italiana faccia risultato a Osaka. Ma tutto questo ci costringerà a tenere le dita bene incrociate il 31 agosto...
Il video della staffetta
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