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Di seguito l'intervista a Pierfrancesco Pavoni con discussione sul Forum

Cono d'Ombra Blog Riduci

Inviato da: admin Cono d'Ombra
01/08/2008 13.04

anime_gallery_world_3L.jpgProsegue la campagna denigratoria dei compagni di merende lombardi.
Questa volta è un illustre professore a chiedere ospitalità al sito della Easyspeed2000 per dare una risposta a una domanda mai fatta, dimenticando che sul sito del Cono d'Ombra ogni articolo può essere liberamente commentato in calce da chiunque volesse farlo purché abbia la compiacenza di registrarsi (anche in modo anonimo), avente o meno un sito personale.

L'illustre allenatore si lancia in un parallelo alquanto azzardato, nel quale richiama alla sua memoria alcune fra le motivazioni addotte da Francis per spiegare lo stato condizionale favorevole del suo sprinter di punta, il caro Ben.
La sostanza è assai semplice e l'associazione è da bambino delle elementari: ci diceva che faceva 9"80 se era in grado di fare 120kg di panca ("dovete dirci la verità!", sbottava in fondo alla sala un allenatore nostrano), ma in realtà Seoul scoprì il grande inganno. Oggi altri ci vengono a dire che la chiave di volta sta nell'imparare ad accelerare, quindi la deduzione è immediata.

Saremmo tentati di arrabbiarci, ma invece sorridiamo. Sorridiamo per tanta frustrazione, per tanta insipienza, per una così palese incapacità di carpire il nocciolo delle questioni. Il passaggio su Mennea, Baley e altri è da antologia. Si dice che non partissero forte (ma siete sicuri che sia così?), che la partenza non è tutto.
La partenza non è tutto, certamente, però è un elemento importante che, tra l'altro, determina le condizioni tecniche per il lanciato, ma è necessario che se ne conoscano i principi.

Ma la risata vera, genuina, fragorosa, incontenibile, nasce dall'affermazione dei successi della Scuola in tutto il mondo!!!
Siamo al ridicolo, nessuna medaglia a parte un individuo fenomenale che ha fatto pensare grazie o a causa del suo talento che quella fosse la via per tutti. Una sciagura abbattutasi su più generazioni, con qualche isola di sporadica, dignitosa qualità, peraltro ormai svanita da lustri.

La commedia non tiene, i pur solidi e irrinunciabili principi di scientificità hanno inchiavardato l'estro dei tecnici, ne hanno soffocato la capacità di elaborare liberamente le osservazioni pratiche e adattarsi alle tendenze personali dei loro atleti, li hanno spinti a far convergere tutte le loro azioni verso modelli teorici prestabiliti, spesso castrando il talento e la naturale, personale evoluzione dei talenti.
La cerchia scientifica che doveva fornire le imprescindibili fondamenta della cosiddetta Scuola per poggiarvi sopra il peso del talento dei propri allenatori (e non solo quello degli atleti), ha invece preso il sopravvento e non ha permesso il nascere di linee di pensiero non tanto alternative quanto evolutive, linee sempre prontamente stroncate da un gruppo di ostinati sostenitori che continuano a negare la penuria di risultati in ambito internazionale, beandosi di quelli ottenuti entro i nostri sacri confini o, al massimo (ma proprio al massimo) in ambito continentale.

Questo monopolio ha portato a un movimento di tecnici "esecutori" piuttosto che "propositori" e ogni ventata di cambiamento proveniente da qualsiasi parte è stata bollata con l'onta dell'eresia. Ne consegue un parco tecnici italiano poco consistente: esiste solo un copione che pedestremente si tenta di rammendare ove il tempo ne mostri i buchi, incuranti che le medaglie internazionali negli ultimi vent'anni si contino sulle dita di una mano.
Il mondo corre più forte e si da la colpa al doping. Di certo
il doping esiste, un fenomeno dal quale noi italiani ci auto-dichiariamo tutti esenti (a parte qualche ragazzo da poco alla ribalta nello sprint breve...) ma, si sa, non lo siamo stati in passato, in particolare proprio negli anni del congresso di Spalato. E allora perché ergersi a paladini della pulizia etica e macchiare col sospetto o, peggio, velata accusa (giacché con quelle esplicite si rischia la querela...) ogni buona od ottima prestazione ottenuta da altri? Perché non chiedersi se, invece del solito doping, per caso non ci sia dell'altro?

Non vogliamo in questa sede polemizzare oltre: gli attacchi fanno parte del chiacchiericcio tipico dell'uomo italico, della sua maldicenza, del tentativo maldestro di spiegare con i trucchi degli altri il proprio insuccesso costante.

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Re: SE NON PUOI BATTERLI... FATTELI NEMICI

alessandro io credo che tu non debba neanche esporti a queste provocazioni. Avanti per la propria strada consapevoli dei propri mezzi.

questo e' quello che hai sempre fatto, mi pare di capire, ed ora che hai per le mani un atleta "veloce", non cadere nella classica trappola dei pettogolezzi o delle maldicenze.

Volevo chiederti una cosa ora, e non vuole essere una provocazione, bada bene, ma una semplice questione.

Io sono un allenatore e sono completamente affascinato, ora, dalla questione "partenza Cerutti" o scuola Cono d'ombra.

Osservando, riosservando e analizzando le gare di Fabio oltre a notare, come gia' ti ho scritto, che il grande guadagno a livello cronometrico avviene nella prima parte di gara (oserei dire quasi e solo esclusivamente nel drive), ho notato che Fabio sul blocco di partenza, una volta chiamato il pronti, non sta quasi mai fermo.

Compie sempre, un minimo e a volte impercettibile movimento in avanti, quasi uno sbilanciamento.

Nella gara di Lugano, e' molto piu' chiaro.

La mia domanda e' questa: non credi che in una gara internazionale, come le olimpiadi, che non sono i campionati Italiani, gli starter siano molto piu' severi nell'applicare le regole (ricordo che l'atleta e' obbligato ad assumere la posizione di pronti e fermarsi per aspettare lo sparo).

Vorrei una tua risposta, e te lo chiedo senza malizia, davvero.

E' solo una questione puramente tecnica.

Grazie e buona serata.

Da fulvio a   01/08/2008 20.27

Re: SE NON PUOI BATTERLI... FATTELI NEMICI

"non ti curar di lor ma guarda e passa", le risposte vengono dal luogo deputato a darne ovvero la pista. a prescindere dalle correnti di pensiero, una realtà centralista che si arrocca dietro risultati ottenuti quasi trenta anni fa e senza più una concreta riproposizione a simili livelli e per di più boicotta e denigra ogni altra metodologia ha aprioristicamente deciso di condannarsi all'immobilisimo! invece che guardare sempre al doping e allo spettro di chissà quale artefatto oltre oceano allarghiamo gli orizzonti anche al sud e a est del mondo, mi sembra che di proposte ci siano praticamente da tutte le parti. solo per fare un esempio fuori dal consueto, i giapponesi hanno portato negli ultimi 15 anni tre uomini alla soglia dei 10"00, a vincere un bronzo mondiale su di un 200m, a correre 38"03 su di una 4x100.. e non mi sembra che in passato avessero dominato la scena. con questo, non dico di mettersi a cercare solo fuori le risposte, ma magari ad essere più disposti a vagliare anche altri spunti quello credo debba essere doveroso! l'autoergersi a depositari della verità non è che abbia giovato molto nella storia..

Da des a   01/08/2008 20.35

Re: SE NON PUOI BATTERLI... FATTELI NEMICI

Nelle tue parole noto tante similitudini con la mia , seppur breve, storia. Solo che a me hanno consigliato di lasciar perdere. Dopo aver letto le tue parole,però, mi sono convinto ancor più di prima che non ero io il male peggiore . Auguri per iltuo proseguo. Vedrò anch'io di fare qualcosa per cambiare l'andazzo dell'atletica nella mia città,Catania. Seby Spina

Da seby a   01/08/2008 22.16

Re: SE NON PUOI BATTERLI... FATTELI NEMICI

abbiamo dedicato qlc riga sulla questione senza pero' entrare nei dettagli. Tutto su

www.hnnateam.it

dave

Da dave a   04/08/2008 16.18

Re: SE NON PUOI BATTERLI... FATTELI NEMICI

Rispondo a Fulvio perchè mi chiama in causa direttamente.
Comincio col dire una ovvietà che già mi era capitato di esternare: in relazione al momento topico dello START, Fabio ha una predisposizione naturale, senza quest'aspetto da corredo genetico non vi sarebbe alcuna possibilità di cercare un avvio d'eccellenza.
Detto questo abbiamo lavorato con impegno sia sullo start che sul drive, distinguendo i due momenti e tentando poi una sintesi degli elementi.
Del drive si è parlato a sufficienza ed è facile dedurre quale sia l'impostazione dell'accelerazione.
Lo start ha comportato dei piccoli accorgimenti che in un soggetto particolarmente proclive alla reazione subitanea ha certamente offerto un'arma assai efficace.
Rigetto nuovamente l'ipotesi non verificata del guadagno sull'ordine delle unità di decimo in presenza di RT bassi; basti guardare il video di Cagliari ove ai 50 metri Fabio mostrava un vantaggio assai risicato su Riparelli.
Certamente ci sono dei piccoli accorgimenti che sono stati però cercati a misura del ragazzo, hanno a che fare con la posizione generale e specifica sul blocco, tale posizione ha ovviamente ( e dico ovviamente perchè mi aspetto che sia così per tutti coloro i quali allenino velocisti) subito variazioni progressive nel corso del tempo in ragione della capacità del ragazzo di esprimere forza.
Per quanto attenga alle manifestazioni internazionali, mi pare che il problema non debba sussistere, giacchè non di oscillazione sul blocco si tratta, ma di un percorso di salita a velocità controllata che nelle gare internazionali disputate non ha creato quasi mai intoppi.
Ricordo che agli euroindoor di Birmingham del 2007, Fabio seppe uscire a 0"113 dopo una falsa.
Nella finale capitò la stessa cosa, ma fece falsa un inglese.
Forse mi sono dilungato e chiedo venia per la noia, ma potremmo riassumere dicendo che la partenza di Fabio è qualcosa che si è costrutito per le caratteristiche proprie, che ha avuto un'evoluzione, che varia anche in ragione dello stato di forma contingente e che vive di una predisposizione naturale che ben si accoppia ad alcuni semplici accorgimenti.
Più interessante e ideolociga, se mi si passa il termine, è il drive, dove davvero c'è una costruzione meticolosa e per certi versi ossessiva, ma che consente se interpretato in condizioni di forma favorevole, di accelerare utilizzando al meglio il potenziale di ciascuno.
E' chiaro che la forma di accelerazione che abbiamo deciso di adottare, va adattata ai ragazzi cercando di accordare gli schematismi dell'una con le individualità degli altri.

Da 1459926@aruba.it a   04/08/2008 16.48

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Inizia l'avventura sul Web del Cono d'Ombra Athletic Workgroup, nella speranza di coinvolgere quanti, animati dalla nostra stessa passione e volontà di mettere continuamente in discussione le proprie idee, avranno voglia di confrontarsi in un dibattito aperto.


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